Borgo antico
A volte vago senza meta.
Cerco piazze deserte
all’imbrunire
chiese pallide e castelli
implosi nella storia.
Paesi
quasi svuotati della vita.
L’ombra tesse una trama
sul selciato
a velare tappeto di bugie
e s’allunga
a rattoppar le reti
stese sul lago
e a scaricar valigie
zeppe di cose in più
da giardinetta in corsa
su breccia aguzza
fino alla stazione.
Cresce il silenzio
ed ogni giorno il sole
scrosta quel muro
che ancor bello vive
di pietra nuda e di caldo mattone.
Perché non tagli i tuoi capelli grigi?
sei sola ormai e il pettine non passa.
Ha bevuto a lungo alla fontana
l’ultimo piccione andato
a rintanarsi
sull’orlo della gronda.
Il fanale spalma la notte
lungo il muro
di una casa deserta
io m’allontano…
Un passo solo suona
nel vicolo qui accanto
e sopra il muro
un’edera insidiosa
su una rosa
sembra strozzarla
o un’edera amorosa
sembra abbracciarla
..….a scelta……
B.V.
9 gennaio 2004
rivisitata il 19 – 10 - 2004