STRUFFELLO
INCONTRI STRUFFELLATI: ANTONELLO CASSAN

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Titolo INCONTRI STRUFFELLATI: ANTONELLO CASSAN
Autore STRUFFELLO
Genere Articolo - Informazione      
Dedicato a
Tutti gli abitanti del mondo di liberodiscrivere
Pubblicata il 02/03/2005
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Sabato 26 febbraio si è svolto a Firenze il secondo incontro tra gli aderenti e i simpatizzanti del Circolo “La manfregola degli struffellati” (vedi anche la cronaca fotografica nella pagina del circolo)
L’incontro è servito a struffellarsi un po’ ma anche a discutere con i partecipanti (non solo toscani ma liguri, lombardi, umbri e laziali) e con Antonello Cassan e i suoi collaboratori, della situazione e della prospettive del sito, dei circoli, delle pubblicazioni. Pubblichiamo l’intervista “ufficiale” (ma senza prendersi troppo sul serio, come da nostro spirito struffello) a Cassan sperando di fare cosa utile a tutti gli abitanti di LdS che abbiano bisogno di capire un po’ di più della sua storia e della sua evoluzione…

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Struffello – L’Italia è uno strano paese, da una parte ha alcuni settori scolastici di qualità e famosi nel mondo, dall’altra continua ad avere il più basso tasso di diplomati e laureati in Europa. Le statistiche (compresa quella relativa alle letture) ci danno fra i peggiori consumatori di prodotti culturali tra tutti i paesi industrializzati, ma poi si scopre che esistono decine di migliaia di persone che partecipano a concorsi letterari in tutta Italia, che sono disposti a pagare pur di vedersi pubblicati, che hanno nel cassetto poesie, romanzi, diari ecc. Da qualche anno poi il fenomeno è esploso su internet con la nascita di molti siti di scrittura on line, tra cui Liberodiscrivere. Lei che è il fondatore di questo sito cosa ha capito di questo fenomeno, chi sono gli scrittori “on line”?

Cassan – E’ un fenomeno complesso, difficile da definire, più che la tipologia dello scrittore è forse individuabile la modalità di scrittura. Il motivo particolare per cui è nato Liberodiscrivere infatti non era quello di favorire questa modalità di scrittura “on line” quanto quella di usare internet per arrivare all’editoria tradizionale. Nel 2000 è nato il progetto, nel 2001 abbiamo partecipato alla Fiera del Libro di Torino e già LdS era controcorrente rispetto a chi usava internet in questo campo: prevalentemente grosse case editrici che immaginavano un libro virtuale, internet come libreria e uno sfogo commerciale e pubblicitario per l’editore.
Noi invece offrivamo uno sfogo a chi scriveva e non trovava un editore. LdS, come tutti i siti nati da allora, offriva lettori a chi aveva uno scritto nel cassetto. Ma la differenza dagli altri ( e questo è uno dei motivi del grande successo di frequentazione del nostro sito) è stata il fatto che per noi il sito non era solo una pagina bianca su cui scrivere liberamente (cosa resa possibile dai bassi costi di gestione ) e che rappresentava soprattutto un meccanismo di diffusione e selezione finalizzato alla pubblicazione cartacea.
“IL LIBRO SI LIBERA DALLA RETE” era ed è lo slogan diffuso ed evidenziato anche dalla stampa nazionale. Internet è un nuovo tipo di carta, permette all’autore di trovare i suoi lettori e all’editore di cercare i suoi scrittori.
Non posso dire che ancora ci siamo riusciti, ma dopo quattro anni stiamo cominciando a vedere qualcosa, alcuni autori sono maturati utilizzando LdS come uno strumento aperto al confronto e alcuni risultati si cominciano a vedere.

Struffello – Insomma quante sono le persone che scrivono su Liberodiscrivere, di dove sono, chi sono?

Cassan – Sono migliaia sparsi in tutta Italia, ma non c’è una tipologia sociale unica. Ci sono bambini di sei-otto anni, impiegati e artigiani, insegnanti e casalinghe, professionisti e pensionati, perfino giornalisti, un mondo variegato insomma. Mi piace sottolineare anche il mondo sommerso di chi ha dei disagi fisici o psichici e che trova attraverso internet un colloquio, un dialogo che altrimenti non avrebbe. Un bacino d’utenza ampio e mobile, dentro al quale ci si deve muovere con cautela e rispetto, ogni mossa brusca è azzardata…

Struffello – Ma che differenza c’è tra LdS e gli altri siti di scrittura on line?Esiste una “vostra” linea di politica culturale che vi contraddistingue?

Cassan – Posso dire, con un po’ di presunzione, che siamo gli unici ad avere un progetto e che da questo deriva il nostro successo. La maggior parte dei siti di letteratura sono finalizzati a favorire la scrittura spontanea, senza un disegno preciso. Alcuni sono emanazioni di case editrici (Scrivi.com ed altri) che hanno trovato nel sito un bacino di sfogo per prodotti che altrimenti arriverebbero loro sotto forma cartacea. Altri, come Scrittura Fresca, sono aggregazioni spontanee che utilizzano internet come strumento finalizzato alla comunicazione e allo scambio. Il nostro progetto ha richiesto due anni di preparazione e ha una filosofia ben precisa, con obiettivi ben precisi. Che poi possano essere raggiunti e concretizzati, ancora non lo so.Un primo obiettivo è quello di scegliere alcuni autori per arrivare a pubblicazioni cartacee, e questo lo stiamo già facendo. L’altro è quello di ribaltare il metodo tradizionale di selezione degli autori da pubblicare, rovesciando il meccanismo, la piramide: non deve essere una scelta esclusiva dell’editore ma dei lettori organizzati nel sito. Per questo da qualche tempo si è strutturata una redazione e dei gruppi territoriali di riferimento (Circoli di LdS) per attivare questo meccanismo di selezione e proposta di pubblicazione.

Struffello – Veniamo infine alle dolenti note… in un panorama culturale non facile come quello italiano e in un momento di difficile congiuntura economica come quello attuale, con continui tagli alle spese per la cultura, quali pensa siano le difficoltà maggiori e le prospettive per far sopravvivere il progetto di LdS?

Cassan (accalorato) – La piccola editoria è in situazione drammatica, se non disastrosa. Basta pensare che la maggior parte del mercato editoriale è IN MANO A TRE GRUPPI, IL RESTO SI SPARTISCE SOLO IL 15% DEL MERCATO. Il piccolo editore però, con tutte le sue sofferenze, ha maggiori spazi di libertà nei rapporti con gli autori, parlo di editoria seria, NON A PAGAMENTO! Liberodiscrivere è una biblioteca indipendente, come è scritto nel suo regolamento, nel suo statuto. Questa libertà costa decine di migliaia di euro all’anno di passivo…

Struffello (infreddolito)– Quindi qual’è attualmente il problema più grande e la prospettiva concreta per il sito?

Cassan – Per ora il problema economico non è il più urgente, almeno finchè c’è qualcuno che paga e copre questi “buchi”. Ma se dovesse essere un’impresa in grado di autofinanziarsi, non avrebbe possibilità di sopravvivere.
Per questo motivo LdS dal 2003 si è, per così dire, diviso in due. La strada dell’editore è una, quella di Liberodiscrivere è un’altra : diventare un’associazione nazionale che in qualche modo si autofinanzia, che paga cioè l’autonomia degli scrittori nel potersi trovare una visibilità. Attraverso questo meccanismo di collaborazione che si sta creando e affiancati dall’editore, si può arrivare a costruire una biblioteca cartacea e a diffonderla, facendo pressione tutti insieme sulle librerie perché non mettano le pubblicazioni dei piccoli editori in un angolino o sotto i tavoli sui quali mettere in mostra i Grandi Autori…


La cioccolata era finita, il freddo non consentiva di stare ad ammirare Firenze dal Piazzale Michelangelo per più di tre minuti, perciò l’allegra combriccola si è trasferita nella magione del King per continuare a parlare di Circoli, di regolamento, di voti, di disfunzioni tecniche e del progetto degli struffellati. Ma questa è un’altra storia…


Opera n°111669 di Spazioautori


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