I versione
Snif, snif…snif, snif, snif…snif, snif, snif, snif…sniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiffffffffffffffffffffffff!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Slurp, sgnam, bbono!!!!
E’ enorme, ma devo riuscirci. Nero e duro. Adesso provo a trasportarlo. No, da questa parte no, non c’è presa…da quest’altra…sì, ha le corna, provo…tiro, tiro, forza, ancora…ecco, si muove, forza, ancora.Che fatica!, non pensavo che fosse così pesante.
Dai Carmelina che ce la fai. Pensa a quello che diranno le tue compagne:
- Ma brava che sei stata, ma come hai fatto? Magari anch’io potessi trovarlo uno grosso così!-
Vi piacerebbe eh! Ma non è da tutti manovrare una cosa del genere.Trascinarlo fino all’ingresso del buco e poi farlo scivolare dentro.
Oddio, e che è successo adesso? Perché si è intoppato? Non va più.
E forza, e muoviti!…Ma che c’è, non ce la faccio più. Aiuto, qualcuno tira dall’altra parte, aiuto, trascina anche me!
Eh no, chiunque tu sia, non l’avrai vinta. E’ mio e guai a chi me lo tocca.
Accidenti, però, che forza sovrumana, proprio non riesco, mi scivola, mi viene strappato.
Perché?!… ahimè…si allontana!
Carmelina che fai, ti arrendi? Tu così determinata, così impavida, sempre pronta a lottare di fronte alle difficoltà, che fai, guardi la tua sconfitta?
Non sia mai. Alla riscossa! Nessuno può fare impunemente una prepotenza a Carmelina.
Corri, corri…non vedi come scappa? Carmelina, coraggio, devi riacciuffarlo. Qualche impudente te lo sta portando via, ma non riuscirà, no…no…no…ecco, l’ho raggiunto, ci salgo sopra, lassù in cima, sì, sono arrivata.
Ah, maledetto, sei tu mostruoso animale che me l’hai sottratto? Tieni, impara, assapora il morso delle mie mandibole su quel tuo enorme testone!
CRAC
Ah, ah, ah! Ti sta bene, credevi di averla vinta tu. Troppo facile aver ragione di una formichina, brutto formicone prepotente.
Pìttola, pìttola, ruzzola, ruzzola!
Steso morto e a pancia all’aria.
Ben ti sta! Ora dormirai per un po’ e…senti a me:
quando avrai la forza di rialzarti prenditi pure questo enorme coleottero morto, che io, Carmelina la formichina, te lo regalo!
II versione
Una formichina aveva trovato un grosso coleottero morto.
Puzzava al punto da stuzzicarle l’appetito e da farle pensare alla festa che le avrebbero fatto le compagne se fosse arrivata al formicaio con quel grosso bottino.
Ci si mise d’impegno e cominciò a tirare.
Tira, tira, riusciva a spostarsi solo di qualche millimetro al minuto, però non doveva desistere, assolutamente, avesse dovuto tirare per una settimana!
Il sole picchiava forte ormai, l’ombra dei fili d’erba segnava il giorno al suo culmine, quando un enorme formicone sopraggiunse e, volendo per sé quella preda, senza calcolare minimamente la presenza della formichina, si mise a tirare dalla parte opposta.
Tira di qua e tira di là, la lotta fu tenace ma breve, il formicone era più forte ed ebbe la meglio.
La formichina sembrò rinunciare, mollò la preda, ma, mentre il formicone iniziava a trainare il coleottero verso il suo formicaio, essa, non vista, camminandoci sopra, arrivò fin sopra la testa del formicone e gli affibbiò un morso con tutta la rabbia che aveva in corpo.
Questi fece due o tre pittoloni e poi cercò di rialzarsi.
Barcollando tentò qualche passo, poi rimase a terra tramortito.
Allora la formichina, dopo essersi così vendicata, sdegnò di recuperare la preda e si avviò a testa alta verso il suo formicaio.
Titolo:
L’ORGOGLIO FERITO E VENDICATO
V.B.
1 – marzo - 2005
Poi ci sarebbe la
III versione (se vi va di leggerla)
Nari dilatate fino allo spasmo.
E’ un punto d’onore trovare presa di forza ed esternare flussi positivi di energia a traino di essere inerte.
Non è il coraggio a deflettere, né competenze, ho solo pochi strumenti.
Strumenti intrinseci di corpo minimo, strumenti vanificati da intrusione improvvisa di forze aliene.
In diagonale punto zampe incerte.
Ho visto allontanarsi il mio futuro.
Torre d’avorio prima del confronto
Ora sabbia passata al tritacarne.
Ora, spinta su pungoli d’orgoglio inarco ferite a masticare infame e,
della sua impudente sicurezza
in ombra di vendetta
piatto freddo assaporo.
V.B.
3- marzo 2005