|
|
|||||||||||||||||||||||||||||
I tuoi passi
senza strada
convocati geografi
di una mappa
altra
dura
di pietra mola
ai bordi ruggine di mare
senza capitano
nè
epica al grecale.
Cantami
l'ultimo povero cuore
un giro alla deriva
specchi stanze muri
qualche straccio d'angelo
azzurro
a rincorrere Chagall.
Ti sei bruciato nel salmastro
di un facile gesto
che ti decretasse tutte domeniche
e raddoppiasse il sabato
calendario d'ombre
lividi uccelli a migrare
parole dentro grotte
e tu
sulla riva
a inventare dei
più lenti più ambigui più nudi.
Nessuna solitudine ti somiglia
solo deserti stupiti
mi guardano il lampo
del tuo tempo.
Piccola strada dove
non entra il vento nella voce
e la chitarra è un cappello a sonagli.
Povero cuore
portinaio di niente.
Sul divano
nel cerchio di primavera
neanche un rosso di Mirò.
Opera n°159562 di Spazioautori