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A volte nella vita è necessario guardare in faccia la realtà evitando di rifugiarsi nella poliedrica gamma di ipotesi che l'incertezza suggerisce. Quanto più tormentosa tanto più lunga e inutile è la dilazione che imponiamo a noi stessi.
Credevo di avervi
relegato negli angoli
scuri della memoria
credevo che la vostra
presenza fosse
solo ombra innocua
di esile stelo
in caldo sole
di limpido giorno.
Siete tornati
subdoli striscianti
come serpi che
attendono momento
per infilare piccoli
denti aguzzi dove
la carne è tenera.
Di voi non ho
paura. E' facile
per me che vi ho
avuto accanto
per anni convivere
con imponderabile
minaccia come
cacciatore accetta
ipotetica presenza
di belve fuori dal
recinto della riserva.
E' la vostra presenza
che ormai non sopporto.
Sapete come dissipare
serenità dell'attimo
come inquinare
lucidità di pensiero
con torbidi sospetti
come rendere ipotetici
progetti in atonia
di speranze e desideri.
Non voglio cadere nelle
maglie invisibili della rete
che avete teso
per annientare il tempo
in mille ossessive paure.
Cercherò il coraggio
di cogliervi nella
vostra misera realtà
ombre dell'ombra
fascino spurio degli
eredi della notte.
Riderò sul tormento
di cui siete portatori
sui dubbi instillati
per avvelenare
il quotidiano. Siete qui.
Voglio soltanto
guardarvi negli occhi
incurante del sogghigno
che increspa le labbra.
Solo quando accetterò
senza timore la vostra
sfida mentre luce
accecante abbaglia
e impedisce di vedere
saprò qual è la verità
duro è il confronto
con realtà troppo
diversa dai sogni
troppo lontana da
serenità a lungo e
invano inseguita.
Venite spettri della
notte. Attendo pronta
a combattere improbabile
lotta. Sarò sola
ed è questo che
desidero in incertezza
di atroce sconfitta
o esaltante vittoria.
Sola! Con me soltanto
presenza immemore
di silenzio per
ricordare o dimenticare.
Opera n°160923 di Spazioautori