Piero Serù
ombre luci… nuvole vaganti

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Titolo ombre luci… nuvole vaganti
Autore Piero Serù
Genere Poesia      
Pubblicata il 07/05/2012
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Editore StUDIO64 - edizioni
Collana Studio64  N.  3271
ISBN 978-88-7902-091-6
Pagine 127

Prezzo Libro
10,00 € PayPal

… IMPRESSIONI

È arduo definire l’interiorità racchiuse in questi brevi scritti, ognuno di essi è profuso e pervaso da sensazioni vive, dominanti eppure contrastanti tra loro, sfuggenti, impalpabili ma presenti e insinuanti, condizionanti, fino a divenire il punto focale di un disagio profondo.

C’è la ricerca di un qualcosa di non concretizzabile o forse volutamente rimosso dalla mente ma che, come dice l’autore stesso per inciso, è come la parietaria, più si insidia più cresce… 

 

Quell’amore rivolto agli elementi del creato, il cielo, l’acqua, il sole, l’erba, un’alba, un tramonto, è un modo per diffondere attorno a sé un’aura benigna in cui stemperare una sofferenza latente ed inespressa; ma quando un’alba diventa l’incolpevole complice ordito per spegnere una vita, non basta la passione venatoria a giustificare l’enfasi di una vittoria ottenuta, l’ebbrezza di una conquista ottenuta con la forza della propria volontà… per quanto?

Se poi si chiede inconsapevole all’erba alta di nasconderlo tra i sentieri occulti dell’innocenza?

 

Sprazzi di felicità concreta, rendono leggera la vita diuturna, quando lo specchio azzurro di due occhi innocenti offrono spazi in cui abbandonarsi e volare puri e leggeri in alto verso la luce dove nessuna ombra può offuscarti il cuore.

Vita terrena.

Condizione di ogni creatura vivente dove ognuno attinge gioia dolori pianto e riso, Ma di questo dono meraviglioso che ci è dato, si dovrebbe centellinare quel poco di felicità che ognuno ha in dotazione, lavando l’amarezza con le lacrime liberatrici del dolore mettendo a nudo i tormenti che nasconde la nostra anima e godere delle piccole cose terrene d’ogni giorno, sine qua non. 

 

Maria Vietz

attrice teatrale

 

 

 

ombre

 

Premessa: 

Pensieri oscuri nella mia mente del perché quel 7 di gennaio… tragico.

Domande mistiche rivolte a l'essere superiore. 

Il tentativo di ricordare voci care.

Inoltre vorresti ricucire più in fretta che puoi la propria ragnatela famigliare… la vita che verrà non ci concede tregue… le ombre persistono. Quattro racconti… iniziali.

 

 

7 DI GENNAIO

Sono molti anni che non ti vedo

sono anni che Ti percepisco

quando vuoi Tu

so che mi raggiungi

quando vuoi Tu

so che mi sei vicina

le immagini scorrono

i ricordi rimangono

non è facile scrivere di Te

non voglio commuovermi

mi inchino alla fermezza

oppure alla debolezza

di quel tragico 7 di gennaio

troppo presto mi hai lasciato

troppo tardi mi sono ricordato di Te

oggi capisco cosa hai fatto

cosa fai per me

penso a Te non so perché

intensamente

in primavera

quando in cielo compaiono

piccole poiane

accompagnate in volo

Tu sai da chi

 

ESSERE SUPERIORE

Mi sfuggono i Tuoi lineamenti

percepisco i Tuoi sentimenti

non so come Sei

 

La tua vera storia

i Tuoi momenti

Ma so che ci Sei

ovunque Tu sia

Lascia un segno su di me

 

VOCI

Perché vi sono voci che normalmente ricordo

voci di persone che non vi sono più

frasi, cadenze certamente a me famigliari

 

Perché vi sono voci che non ricordo

che appartengono al mondo più caro a me

le più vicine alla mia esistenza

le più che ho certamente amato

le più… la più

 

Forse in sogno ogni tanto

mi sembra di sentire voci

oppure sarebbe un sogno sentirle e ricordarle

bloccarle, renderle vive e non dimenticarle mai più

mi sembra di sentirvi… ma così non è

 

Perché ricordo il buon don Giorgio

perché ricordo il cattivo ai miei occhi repessin(straccivendolo)

perché ricordo le urla della pescivendola, il limonaio, la formaggiaia dei caruggi

perché l’erre strana e particolare del fabbro, il macellaio Carletto

perché Gilda, Relia vicine di casa della mia prima infanzia e non Te 

 

Madre mia

non sentirti è una sofferenza… forse sei qui… forse voli sopra di me… care le mie voci

 

 

 

IL TEMPO CHE VERRÀ

Vi sarà un tempo per giudicare

Vi sarà un tempo forse per sanare

Vi sarà un tempo per comprendere

 

Raccolgo frammenti di una mia verità

li unisco ponendoli al centro di un cerchio idealmente indelebile

formo miriadi di filamenti come un ragno che tesse il proprio areale

 

Per me questo è l’ultimo areale che mi viene concesso di sostenere

Per me questo è l’ultimo frammento che forgio sul filone strettamente legato a me

 

Ultimo scritto prima che il tempo vorrà che madre natura abbia il sopravvento e mi rapisca… 

 

Ma ora… 

 

Come il ragno ama fare la propria ragnatela al riparo dalle intemperie

il mio cuore e non soltanto il mio freme perché ciò avvenga

nel tempo che verrà… nel proprio areale 

 

 

 

 

Le mie … ombre proseguono

 

IL PASSAGGIO

Vi sono momenti nella vita in cui desidereresti credere

Vi sono momenti nella vita in cui desidereresti cambiare

 

avere fede… 

 

ma io amo

non è forse fede amare

non è forse fede rispettare chi si ama

non è forse fede rispettare il prossimo

 

Il passaggio è non bestemmiare

Il passaggio è non turbare l’animo altrui

Il passaggio è non pensare mai male del prossimo

 

Non tutto mi è difficile

Non tutto mi è facile

 

Questo passaggio oggi lo sento purtroppo ancora lontano

 

Mi piace estirpare rovi per vedere la nuda terra… 

 

Ho ancora molto da estirpare prima del passaggio

 

 

 

La mia vita di pensieri raccolti nelle prossime 2 pillole

 

 

PENSIERI

Amo pensare

pensare aiuta a crescere

col pensiero

ci si immagina

ci si specchia

ci si rassomiglia.

e… 

I pensieri

sono come le rose

si vorrebbero tutte raccogliere

metterle in un vaso… 

se qualcuna decide di non vivere più

si chiude in un cassetto

pronta per essere coccolata… 

e… 

Esistono le realtà

prendono posto ai pensieri

quelli in bella vista

quelli riposti inaspettatamente nel cassetto… 

non possiamo nasconderli… 

non possiamo metterli in ordine… 

corrono a perdifiato… 

noi ci stanchiamo di rincorrerli

e… 

quando pensiamo di averli in pugno tutti… 

ci sentiamo… 

come una lucciola di notte

che dichiara la sua presenza laddove vi è aria sana e pulita

rischiara di luce tratti inesorabilmente al buio

in un turbine… intermittente.

così… 

Il pensiero bello o brutto corre laddove spinge il cuore… 

grazie madre natura

 

AVVOLTO

Quando mi sento solo

mi avvolgo nei miei stracci

 

Raccolgo i miei pensieri

trasferendoli dalla mente

li tendo

cullandoli lungo le braccia

trasferendoli alle arterie dei polsi

giù lungo tra le falange delle dita

sino alla punta

 

Avvolto in me stesso

mi srotolo nella mente

vorticosamente

scaglio i miei dardi

e con essi i miei pensieri

 

Vola freccia mia

vibra nell’aria

vaga cantando al vento

 

Raggiungi almeno tu la meta prevista

Il mio cerchio vitale in questo momento si é incrinato 

 

devo ricongiungere i miei pensieri

devo riavvolgermi nei miei stracci

sereno ritorno sui miei passi

 

 

 

 

seguiranno 3 pillole confidential.

 

NEANCHE UNA LACRIMA

Vi sono momenti nella vita

che vorresti piangere

scaricare forse qualche malessere interiore

scaricare forse qualche senso di colpa

 

Vi sono momenti nella vita

che diventano mesi

ti rendi conto che il pianto sarebbe liberatorio

ma… non riesci

 

Ti fai forte… allora

scarichi parole su fogli bianchi

scarichi frasi, puntelli capitoli di vita… 

(sono tristi nenie)

 

Forgiando sillabe fabbrico proesie ma… 

vorrei essere un fabbro

col caldo del ferro battuto

vorrei essere un calderaio

col truciolo di ghisa rovente appena scartato

forse qualche lacrima almeno di sudore… 

scenderebbe

 

 

TEMPESTE 

Le tempeste di madre natura

sono eventi naturali… 

passano a raccogliere ciò che gli uomini

hanno eretto male e per povertà e per ricchezza

Le tempeste nell’io degli uomini

sono eventi ricorrenti

ti accolgono sempre

ti attanagliano

 

Le tempeste di madre natura ti tolgono il tetto 

le palafitte… le mura

Le tempeste degli uomini

anch’esse lasciano il segno

Portano in grembo brutte filastrocche

filastrocche che i bimbi non dovrebbero

sentire… assistere

Dopo la tempesta madre natura è sazia

arriva la serenità

 

Gli uomini a volte temono la serenità… preferiscono le ombre… avvolte nel buio

In natura la serenità è un nettare prezioso… semplice da condividere

semplice da godere come… 

un gatto che sonnecchia al sole… 

un camoscio sul ciglio di una pietraia… 

Serenità è ciò che dovremmo trasmettere a chi ci osserva 

a chi ci ascolta… dopo la tempesta

Opera n°161407 di Spazioautori


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