Domenica in chiesa
all’improvviso ho sentito
il tuo calore
babbo
come se avessi ancora accanto a me
le tue forti gambe
alte
come allora le vedevo
protetta dal tuo amore silenzioso.
Tu, con il cappello in mano
davanti all’altare
in quella chiesa che amavi tanto
io e te
sotto una cupola di silenzio
che mi dava i suoi canti
melodiosi.
E poi d’un tratto si scioglievano le campane.
Era Pasqua e a casa m’attendeva
L’ uovo di cioccolato.
La tua mano solo lì mi lasciava
ma per strada
era un motore quella tua presa
forte di fabbro
abituata
a battere il ferro incandescente
e quella tua bocca
avara
di baci e di parole
ma sempre col sorriso
sotto la fronte corrugata.
B.V.
Marzo 2012