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Ho dormito
Veloce si dissolve
il beneficio del riposo
spada rovente
trafigge la mente
in presagio dell'alba
Mi alzo
La testa confusa gli
occhi scorgono a fatica
gli oggetti usuali.
Torbida luce illumina
le stanze sature degli
aromi della notte. In
cucina piatti abbandonati
sul tavolo in pigro disordine.
Ne prendo uno.
Lo scaglio per terra.
Stridente è il rumore
dei cocci che si
infrangono sul pavimento.
Mi sento libera come
avessi all'improvviso
compreso che è in mio
potere annientare una vita
che non sopporto più.
Eppure sono io che l'ho
costruita tessera dopo tessera.
Singulti sommessi scuotono
il petto in pianto dolce e amaro.
E' questo l'inferno?
Opera n°161573 di Spazioautori